Inziative
L’idea è stata lanciata a febbraio da un piccolo gruppo di attivisti greci. Costruire una campagna di solidarietà con gli indigeni zapatisti e
contro la guerra in Chiapas. locandina-incontro.jpgUn modo per rompere il silenzio sull’offensiva paramilitare contro le comunità indigene zapatiste. La proposta è stata accolta da 22 organizzazioni europee. In Italia i promotori della campagna L@s zapatist@s no estan sol@s sono l’associazione Ya Basta!, Mani tese Lucca, comitato Chiapas «Maribel» Bergamo, Comitato Chiapas Torino, Consolato ribelle del Messico di Brescia, Comitato Chiapas Brescia, Coordinamento toscano di sostegno alla lotta zapatista, Rete di sostegno al Chiapas rebelde, Fondazione Neno Panchetta, Progetto dignidad Rebelde, Carta, Associazione Tatawelo e Associazione Ex Lavanderia.
«Dopo anni di apparente tranquillità non passa giorno senza che le Giunte del Buongoverno Zapatiste, denuncino episodi di provocazione e di attacco contro le comunità indigene del Chiapas.
Come confermano le organizzazioni dei Diritti Umani e come ha confermato il lavoro della Sesta Commissione Civile di Osservazione dei
Diritti Umani, dietro a questo stillicidio di episodi appare una strategia complessiva di attacco alle comunità indigene in resistenza.
Al centro di questa offensiva, fatta di attacchi al diritto di vivere nelle terre recuperate al latifondo, sequestri, arresti e violenze
arbitrarie c‘è la volontà di attaccare quello che l’EZLN ha costruito a partire dal 1994: la resistenza divenuta pratica di autonomia e
autogoverno. Non più la guerra visibile, fatta di carri armati e corpi militari o paramilitari, ma una lunga e lacerante creazione di
microconflitti spacciati come scontri tra indigeni».
Il Centro di Analisi Politica Ricerca Sociale ed Economica [Capise] sarà a Roma giovedì 3 aprile.
Il Capise è una ONG messicana che si occupa principalmente dei diritti collettivi dei popoli indigeni chiapanechi. Da anni lavora fornendo un’analisi storico-politica-giuridica sulla presenza dei gruppi militari nelle comunità indigene. Nel novembre 2007 a proposito dell’aggravarsi della situazione in Chiapas il Capise ha scritto: «Esiste un’altra guerra, la guerra mediatica. La strategia: il silenzio. Con rispetto ci rivolgiamo a voi per invitarvi a rompere
il silenzio; nel sudest messicano c’è repressione, prigione, impunità e silenzio mediatico contro i popoli indigeni zapatisti. Vi invitiamo
solo a fare questo: rompere il silenzio».
Il Direttore del CAPISE Ernesto Ledesma, nell’ambito di un giro internazionale di incontri pubblici per rompere la cortina di silenzio e informare dettagliatamente sull’attuale situazione in cui vivono le comunità indigene zapatiste in Chiapas, dopo gli Stati Uniti, sarà in Europa e
in Italia.
Il 3 Aprile, l’appuntamento è alle 16, per una conferenza nell’aula 6 della facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza, e alle 21 per un incontro con i movimenti e le realtà sociali romane alla sede della rivista CARTA, Via dello Scalo di San Lorenzo 67.
La campagna L@s zapatist@s no estan sol@s è stata lanciata per sostenere l’autonomia zapatista, i movimenti sociali «in basso a sinistra» in
Messico e nel mondo; per fermare le aggressioni e la guerra del governo messicano contro le comunità indigene del Chiapas; per diffondere le
denuncie di violenze perpetrate contro le comunità zapatiste. E per convergere nell’estate 2008 in molt@ da tutta Italia e da tutta Europa
in Chiapas in solidarietà con gli zapatisti.
