Nicola, il ragazzo aggredito a verona da cinque militanti neofascisti, è morto ieri. Da qualche giorno i media si affannano nel ripetere che non si è trattato di un’aggressione politica, che i giovani agressori sono solo dei balordi. E ieri il nuovo presidente della camera Gianfranco Fini ha sostenuto che le contestazioni alla fiera del libro di Torino sono fatto assai più grave rispetto alla morte di Nicola.
Rivolgere un saluto all’ennesima vittima del neofascismo in Italia è doveroso. Solo poche parole per testimoniare la rabbia di fronte alla vigliaccheria di individui la cui sopravvivenza politica è garantita proprio da coloro che minimizzano i loro gesti, come il presidente della camera, e da coloro che assegnano a questi personaggi incarichi politici, come il sindaco di Verona Flavio Tosi che nominò mesi fa il leader del fronte veneto skinhead “delegato alla memoria storica”.
Nicola è stato vittima di tutto questo. Tutti coloro che permettono la sopravvivenza e la proliferazione delle frange della destra neofascista e neonazista sono reponsabili della morte di Nicola, così come sono stati responsabili della morte di Dax a Milano, di Renato a Roma, e delle migliaia di aggressioni che in questi anni hanno travolto l’Italia, sempre incredibilmente snobbate come liti tra balordi, o come episodi minori di cronaca.
Il fascismo in Italia non tornerà, non lo credo, non lo penso. Eppure ancora sono migliaia le persone disposte ad aggredire, bastonare e perfino uccidere in suo nome. E la nuova destra al governo, la cui cultura politica sembra aver abbandonato i legami col ventennio per riconoscersi in un’identità nuova, altrettanto radicale e conservatrice, è complice di tutto questo. In fondo, i neo fascisti che hanno ucciso Nicila, sono sempre figli vostri.
E allora ciao Nicola, un saluto a te e ai tuoi cari, nella speranza di poter dire davvero “mai pù”.
«Questi sono i nostri figli, che si dipingono la faccia di verde per mimetizzarsi. Questo è uno dei battaglioni di élite dell’esercito».
Laura è una donna afrocolombiana, cantante, attivista dei diritti civili nel suo paese, desplazada (sfollata) a Bogotà dallo stato di Nariño, la cui famiglia è stata costretta a fuggire dalla propria terra per non essere uccisa dai paramilitari. Molti dei suoi compagni sono stati uccisi in modi brutali e lei stessa è scampata alla morte. Leggi il seguito di questo post »
Romanzo di Luigi Guarnieri. Recensione di Massimo Gardella.
Nel Seicento in Italia era diffuso un modo di dire che anche oggi non ha perso la sua forza: “Franza o Spagna purché se magna”. Leggi il seguito di questo post »
Mi arrendo. Se solo tre parlamentari italiani hanno votato contro le missioni militari all’estero, probabilmente a me a tutti coloro che ritengono la pace un “bene indisponibile” non resta che la via dell’esilio. Il 23 gennaio il sondaggio IPR svolto per Repubblica dava il 56% degli italiani favorevoli al ritiro dall’Afghanistan. Il 20 febbraio eravamo al 54%. L’8 marzo il 70% è favorevole a restare, diviso fra un 50% che subordina il ritiro alle decisioni Nato e un 20% che dice al massimo per un altro anno. Se il Governo non va verso i sondaggi, i sondaggi andranno verso il Governo. Leggi il seguito di questo post »
Il Corpo Forestale dello Stato ha censito in Italia circa 22.000 alberi di particolare interesse che in una successiva selezione sono stati identificati in 2.000 esemplari di grande interesse di cui 150 di eccezionale valore storico o monumentale.
Il più vecchio sembra essere un oleastro di eccezionali dimensioni nella provincia di Sassari a San Baltolu di Luras. Leggi il seguito di questo post »
Sabato 5 aprile, dalle ore 16.00, grande festa in piazza Sauli (Garbatella), per sostenere le candidature di Gianluca Peciola alla provincia, Andrea Alzetta detto Tarzan al comune e oviamente mia (Livio Ciappetta!) al municipio XI. Interverranno comici e stornellatori, e naturalmente vino e porchetta…anche per dire che si, è importante e ci crediamo fino in fondo, ma è anche bene cercare di non prendersi troppo sul serio, e continuare a sorridere anche quando si lotta.
Giovedì 10 aprile alle ore 18.00 alla factory occupata in via di riva ostiense, iniziativa con David Hilliard, membro fondatore del Black Panther Party.manifesto dell’iniziativa